«Hai fatto la furba. Va bene. Stasera la tisana la berrai tutta. Fino all’ultima goccia.»
Mirela comparve sulla soglia della cucina.
«Signora, lasci il polso.»
Adriana si raddrizzò di scatto. «Tu fai la valigia. Stasera sei fuori da questa casa.»
«Credo di no, mamma.»
La voce veniva dal corridoio.
Filippo era lì, con il trolley ancora in mano e la giacca stropicciata dal volo. Doveva rientrare sabato.
Due giorni prima Mirela gli aveva scritto un solo messaggio: «Torni a casa. Non posso dirlo al telefono.»
Filippo guardò la madre, poi il polso di sua moglie, dove restavano quattro segni rossi.
«Mamma», chiese piano, «quale tisana?»
Adriana aprì la bocca per sorridere. Ma il sorriso questa volta non le venne.
Capitolo 6 – Il Sacchetto Sotto Il Maglione
Mirela andò in camera sua e tornò con il sacchetto delle capsule verdi. Lo posò sul tavolo davanti a Filippo, senza dire nulla.
Irene gli porse il quaderno rosso.
Filippo lesse per quaranta minuti. Nessuno parlò.
Quella notte stessa portò Irene in pronto soccorso a Padova. Gli esami trovarono nel sangue tracce di un sedativo che nessun medico le aveva prescritto. Le analisi sulle capsule verdi diedero lo stesso risultato.
La mattina dopo arrivarono i carabinieri.
Nella borsa di Adriana trovarono un secondo flacone. Nel suo portatile c’erano la bozza di un contratto di vendita della Tenuta Valli a un gruppo immobiliare e una serie di email con il dottor Guerra.
In una di queste, lui chiedeva la sua «parte» a vendita conclusa.
Capitolo 7 – La Strada Dei Colli
Filippo credeva che il peggio fosse finito.
Poi il maresciallo Carla Nardi gli chiese di sedersi.
«Signor Solari, riapriamo il fascicolo dell’incidente di sua moglie.»


