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Capitolo 5: La Cartella dei Sigilli Svizzeri — Parte 2

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Capitolo 5 di 8
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«Ho detto silenzio!» tuonò Robert con un grido d’angoscia che rimbombò fino alle gallerie superiori.

Scarlett si alzò con solennità. I rimasugli del dolce caddero a terra sul marmo intarsiato, ma nessuno dei presenti trovò il coraggio di sorridere. C’era un’autorità naturale nel modo in cui la giovane donna si ergeva in mezzo alla sala che costrinse persino i critici più severi ad ammutolire. Aprì la cartella fiduciaria con gesti misurati ed estrasse il documento originale redatto su pergamena filigranata.

«Venticinque anni fa,» esordì Scarlett con voce cristallina, «Evelyn Vance istituì un fondo di protezione fiduciaria a tutela del consorzio industriale di famiglia, vincolando il settanta percento delle partecipazioni azionarie a un patto di discendenza diretta in caso di tentativi di svendita o manovre speculative da parte dei rami secondari.»

Meredith cercò di recuperare compostezza, sebbene la voce le tremasse in gola: «Evelyn non ha mai avuto figli legittimi! Mio padre è sempre stato l’unico erede legale riconosciuto dall’asse patrimoniale!»

«Evelyn ha registrato l’atto di nascita della sua unica figlia presso la corte notarile di Losanna nell’autunno del 2001,» rispose Scarlett avanzando con passo costante verso il centro della scena. «L’accordo prevedeva che la mia identità rimanesse riservata fino al compimento della maggiore età societaria o al primo tentativo di cessione non autorizzata da parte dei gestori fiduciari provvisori. Tuo padre non ha fatto altro che amministrare beni non suoi. E da questa sera, il mandato è ufficialmente revocato per grave indegnità gestionale.»

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