Robert Vance era crollato a sedere sulla sedia con il colletto della camicia slacciato e gli occhi vuoti, mentre due revisori contabili della tenuta gli stavano già notificando l’immediato congelamento cautelativo di ogni linea di credito intestata alla sua fiduciaria.
Scarlett si voltò verso Meredith, mantenendo una voce pacata ma inesorabile:
«Avevi perfettamente ragione su un punto, Meredith: servono decoro, educazione e rispetto per sedere a questo tavolo. Proprio per questo motivo, non permetterò che figure prive di onore calpestino ulteriormente la reputazione della mia famiglia.»
Scarlett rivolse lo sguardo ai responsabili della sicurezza fermi vicino al portone d’ingresso in noce massiccio:
«Scortate la signorina Vance e suo padre all’uscita secondaria. E assicuratevi che i loro veicoli lascino la proprietà entro dieci minuti esatti.»
I due addetti alla sicurezza avanzarono senza esitare, prendendo posizione ai lati di Meredith. La giovane donna, con il volto rigato dalle lacrime e la superbia completamente distrutta, fu costretta ad abbandonare la sala da ballo nel silenzio assoluto dei trecento invitati che fino a mezz’ora prima ne osannavano il potere.


