La convocazione dello studio notarile nel centro di Firenze segnò l’inizio della tempesta. Quando il notaio ruppe i sigilli in ceralacca del testamento olografo, la stanza sprofondò nel gelo. Don Alberto aveva disposto che l’amministrazione della villa e delle aziende agricole passasse integralmente a Sarah, istituendo un fondo vincolato per impedire che la tenuta venisse frazionata o venduta per ripianare debiti estranei alla famiglia.
Capitolo 3 di 15


