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Capitolo 4: La storia continua

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Capitolo 4 di 9
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«L’ha spinto lei» disse. La voce le tremava. «L’ha spinto lei, signorina Delia.»

«Sei impazzita! Ero qui ferma e l’hai buttato dentro tu!»

Tommaso piangeva senza fermarsi, i pugnetti stretti nella stoffa bagnata della divisa. Amalia lo tenne più forte, come se potesse proteggerlo una seconda volta.

E dall’interno della casa si sentì aprire la porta d’ingresso.

Capitolo Cinque: Il Padre Arrivato Nel Momento Peggiore

Riccardo Rovelli era tornato prima. Una riunione annullata, la giacca sul braccio, il telefono ancora in mano.

La prima cosa che sentì fu suo figlio che urlava. La seconda, sua cognata.

Uscì in giardino e trovò una scena che non sarebbe più riuscito a cancellare: il suo bambino zuppo e in lacrime, e la domestica zuppa anche lei, i capelli attaccati alla faccia, le scarpe che gocciolavano sulle piastrelle.

Delia lo indicò con il dito, già piangendo. «Riccardo! Ha buttato Tommaso in piscina! L’ho visto! Con i miei occhi!»

Il sangue gli salì alla testa in un colpo solo.

«Cosa?»

«L’ha buttato dentro! Non sono arrivata in tempo! Tuo figlio stava per annegare!»

Amalia aprì la bocca. Non uscì niente.

«Amalia.» Riccardo fece un passo verso di lei, e la voce non era una voce che lei conoscesse. «Cos’è successo qui?»

«Signor Riccardo, io—»

«Chiediglielo!» gridò Delia. «Chiedile cos’ha fatto!»

E allora Riccardo fece una cosa che Amalia si sarebbe portata dietro per sempre. Coprì gli ultimi due passi, le afferrò il braccio abbastanza forte da lasciare il segno e le strappò il bambino dalle mani.

«Undici anni in casa mia» disse, tremando. «Undici anni, e mi combini questo. Fuori. Fuori da casa mia.»

Amalia arretrò. Il braccio le bruciava. Il petto, all’improvviso, era completamente vuoto.

Alzò il viso lentamente. Aveva gli occhi pieni, ma non stava piangendo.

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