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Capitolo 7: La storia continua

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Capitolo 7 di 9
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Lei lo guardò senza rispondere. I segni rossi sul braccio non erano ancora andati via.

«Non avrei dovuto—»

«No, non avrebbe dovuto» disse lei. Non con rabbia. Non con rancore. Solo con stanchezza. «Ma è finita. L’importante è che Tommaso stia bene.»

Quelle poche parole semplici lo distrussero del tutto. Si coprì la faccia con le mani e pianse come un ragazzino.

Camilla si avvicinò e prese delicatamente suo figlio. «Grazie» disse contro i capelli del bambino. «Grazie per averlo salvato.»

Amalia annuì — e solo allora, dopo tutto quel pomeriggio, anche i suoi occhi finalmente si riempirono.

Capitolo Nove: Il Motivo Che Nessuno Sapeva

Delia lasciò la villa quella stessa sera, venuta a prendere dal proprio fratello maggiore. Non discusse. Prese la borsa e salì in macchina a testa bassa.

Giorni dopo la famiglia presentò una denuncia formale. Non solo per la piscina. Per tutto quello che venne fuori dopo: mesi di messaggi che raccontavano un’ossessione molto più vecchia e più buia di un singolo pomeriggio storto. Una donna che aveva deciso che, se non poteva avere la vita di sua sorella, sua sorella non l’avrebbe goduta in pace.

I medici dissero che Tommaso stava perfettamente bene. Intatto. Fortunato oltre ogni ragionevolezza.

E Amalia — la domestica che era entrata in quell’acqua senza un secondo di esitazione — diventò il centro silenzioso di una storia che girò per tutta la città.

La famiglia si offrì di comprarle una casa. Le offrì una macchina. Le offrì un aumento che su nessuna busta paga sarebbe entrato.

Lei rifiutò tutto.

«Non mi sono tuffata per i soldi» disse, quando una cronista le mise il microfono davanti alla faccia. «Mi sono tuffata perché era un bambino. E perché anch’io sono stata madre.»

La cronista rimase in silenzio. «Ha figli, Amalia?»

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