IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 5: La storia continua

← «Metta giù quel ferro»: la mattina in cui una governante ha salvato l’erede dei Ferrante
Capitolo 5 di 8
Indice ☷

Si vedeva Camilla entrare con il ferro in mano. Si vedeva che si voltava due volte verso le scale, per controllare se ci fosse qualcuno.

Si vedeva che appoggiava il ferro acceso sul fasciatoio e restava lì, immobile, mentre il bambino piangeva, per un minuto e quaranta secondi.

Poi si vedeva Marta entrare di corsa, sollevare Leo e staccare la spina.

Nella stanza nessuno disse niente per un tempo lunghissimo.

Riccardo: Hai messo mio figlio in pericolo per fastidio. Per puro fastidio.

Camilla: Ero stressata! Quel bambino piange tutto il giorno e tu non ci sei mai!

Riccardo: Lo stress non ti autorizza a lasciare un ferro acceso accanto a una culla.

Camilla: È stato un errore! Sono tua moglie, non puoi buttarmi fuori per un errore!

Riccardo: Un errore è dimenticare le chiavi. Questo è un altro tipo di cosa.

Capitolo 7 — L’articolo nove

L’avvocato Sartori tirò fuori dalla cartella una serie di fogli e li posò sulla scrivania.

Sartori: Signora, prima del matrimonio è stata sottoscritta una convenzione patrimoniale completa.

Camilla: E che cosa c’entra il nostro contratto con un malinteso?

Sartori: L’articolo nove. Qualsiasi condotta gravemente negligente nei confronti dei minori della casa fa decadere ogni pretesa economica prevista dagli accordi.

Camilla lo lesse due volte, e mentre leggeva le sue spalle si abbassarono di un paio di centimetri.

Tutto quello che aveva costruito in sei mesi — la villa, le carte di credito, i pomeriggi al Grand Hotel, i saluti in centro a Como — era scritto su un foglio che qualcun altro aveva preparato prima di lei.

Camilla: Avevi previsto tutto questo prima ancora di sposarmi?

Riccardo: Ho previsto di proteggere mio figlio da chiunque non lo amasse. Non era personale. Adesso lo è.

Canale WhatsApp