Una sera di dicembre, con il tramonto arancione sul lago, Riccardo era in piedi davanti alla vetrata con Leo in braccio.
Marta entrò per accendere le lampade laterali e la stanza si riempì di una luce calda e bassa.
Riccardo: Grazie per aver salvato questa famiglia, Marta.
Marta: Ho solo protetto qualcosa di innocente. Lo rifarei domani.
Riccardo: Ha fatto molto di più. Ha dato un cuore a questa casa.
Leo allungò le manine verso la luce e disse qualcosa che non era ancora una parola, ma che somigliava molto a una risata.
Quella villa aveva sempre avuto marmo, quadri, cancelli automatici e ottanta camion parcheggiati a Bergamo.
Da quel giorno di ottobre aveva finalmente anche una cosa che il denaro non aveva mai potuto comprare: qualcuno disposto a perdere tutto pur di non voltarsi dall’altra parte.


