Durante una notte di bonaccia, insospettita da continui rumori metallici provenienti dai settori di poppa, Hannah approfittò del turno di riposo della guardia per consultare i progetti strutturali originali della nave conservati nell’archivio tecnico. Confrontando le planimetrie della ditta costruttrice con i diagrammi digitali del sistema di navigazione, saltò all’occhio un’anomalia evidente: uno spazio cavo di quasi quattro metri cubi situato appena sopra il bulbo poppiero, del tutto isolato dai condotti di ventilazione ordinari.
Quello spazio non figurava in alcun manifesto ufficiale. Era un compartimento stagno d’emergenza, accessibile dall’esterno dello scafo mediante una botola subacquea dotata di serratura idraulica manuale. Un sistema pensato per interventi straordinari di riparazione dell’asse dell’elica, ormai dismesso da decenni, ma perfettamente riadattato.


