La vicenda non si fermava a quella stanza. Nelle ore successive, mentre restavo a riposo monitorata dalle infermiere, Marcus convocò i legali dello studio di famiglia e la polizia giudiziaria.
La perquisizione immediata autorizzata dell’auto di Isabella, parcheggiata nel piazzale riservato della clinica, portò alla luce una valigetta di cuoio. All’interno non vi erano solo copie dei contratti di successione contraffatti, ma anche ricevute bancarie attestanti trasferimenti illeciti da uno dei conti fiduciari esteri dell’azienda verso una società di comodo registrata a suo nome.
Il piano non era nato quella sera: l’aggressione nella stanza d’ospedale era l’atto disperato per coprire un buco finanziario che la nascita del nuovo erede avrebbe reso immediatamente visibile durante i controlli contabili obbligatori.


