Con l’arrivo della volante dei Carabinieri presso la direzione sanitaria, Isabella fu formalmente invitata a rendere dichiarazioni. Di fronte all’evidenza schiacciante del filmato — acquisito come reperto digitale a norma di legge — ogni tentativo di difesa crollò.
I tentativi di addossarmi la colpa di un’ipotetica instabilità emotiva si sciolsero dinanzi ai dati oggettivi. La telecamera non aveva registrato alcuna provocazione fisica da parte mia, ma solo la mia difesa passiva volta unicamente a proteggere l’addome.
Le disposizioni di custodia cautelare vennero avviate nella stessa notte per tentata estorsione, violenza privata e lesioni personali aggravate dallo stato di gravidanza della vittima.


