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Capitolo 4: La storia continua

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Capitolo 4 di 10
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Conobbi Filippo nove anni fa, all’università. Io studiavo economia, lui aveva un’idea, un furgone usato e molti debiti. Quando fondò Rambaldi Sviluppo, gli tenni i primi bilanci gratis, la sera, sul tavolo della cucina. Quando un fornitore minacciò di bloccare il suo primo cantiere, pagai io la fattura con i soldi della vendita della Marina, la barca di mio padre. Filippo non l’ha mai saputo. Non volevo che si sentisse in debito.

Anni dopo, per comodità, gli lasciai il mio dispositivo di firma digitale nel cassetto dello studio. «Così non ti devo chiamare ogni volta che c’è da depositare qualcosa» mi disse. Era vero. Era anche l’errore più grande della mia vita.

Ad agosto arrivò una PEC indirizzata a me. Era una comunicazione su una società di cui non avevo mai sentito parlare: Arcobaleno Holding Srl. Amministratrice unica: Irene Casadei.

Sono una commercialista. Non ho urlato e non ho chiamato nessuno. Ho fatto quello che so fare: ho letto.

In sei settimane ho ricostruito tutto. Arcobaleno Holding era stata costituita quattordici mesi prima con la mia firma digitale. Riceveva denaro da Rambaldi Sviluppo e lo girava a una società di consulenza, Solaris Advisory, per prestazioni che nessuno aveva mai visto: quasi un milione e ottocentomila euro di fatture sul progetto Borgo Navile. La legale rappresentante di Solaris Advisory si chiamava Vanessa Bortolotti.

Il disegno era semplice e crudele. Se un giorno fosse arrivato un controllo, il nome in cima a ogni documento sarebbe stato il mio.

C’era però un dettaglio che loro non conoscevano. L’atto di costituzione era stato firmato digitalmente il 3 marzo alle 10:14. Quella mattina io ero in una stanza dell’ospedale di Cesena, a tenere la mano di mio padre nelle sue ultime ore. Ho ancora la lettera di dimissioni e il registro delle visite.

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