Ho stampato tutto e l’ho messo in una cartellina blu, nascosta nel cassetto della credenza sotto le tovaglie di Natale. Poi ho aspettato di capire se mio marito era un uomo che aveva sbagliato o un uomo che aveva deciso.
Quel messaggio delle 20:05, non fare scene, fu la risposta.
Parte Terza: La Cartellina Blu
Filippo andò ad aprire, irritato. Sulla soglia c’era Lorenzo, in giacca, con il telefono ancora in mano. Dietro di lui, a riempire tutta la porta, c’era Nicola.
Nicola mi vide la guancia e fece un passo avanti.
«Nicola.» Lorenzo lo disse senza alzare la voce, e bastò.
Nicola si fermò. Poi attraversò il salotto senza guardare nessuno e venne a mettersi accanto a me, come quando da bambina avevo paura dei temporali e lui si sedeva sul bordo del letto senza dire niente.
«Ti ha colpita?» chiese Lorenzo.
«Sì.»
Lorenzo guardò Filippo per un lungo momento. Poi prese il telefono. «Adesso chiamo il 112.»
«Aspetta» dissi. «Prima voglio che vedano una cosa.»
Aprii il cassetto della credenza, sollevai le tovaglie di Natale e presi la cartellina blu. La posai sul tavolo accanto al foglio di Vanessa e alla scatola a forma di barca.
«Arcobaleno Holding Srl» dissi. «Costituita con la mia firma digitale il 3 marzo alle 10:14. Quel giorno ero all’ospedale di Cesena con mio padre che moriva. Qui c’è la lettera di dimissioni.» Sfogliai. «Qui ci sono le fatture di Solaris Advisory, un milione e ottocentomila euro per consulenze mai svolte. Qui i bonifici. E qui c’è la visura di Solaris, con il nome della legale rappresentante.»
Vanessa allungò una mano. «Sono documenti riservati.»
«Sono intestati a me» risposi. «Non c’è niente di più mio.»


