IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 10: La storia continua

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Capitolo 10 di 14
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Mia madre ha preso fiato. «Ho trovato la lettera quattro mesi dopo il funerale, dentro un libro. Sono andata da un avvocato. Mi ha detto che senza altre prove era la parola di una vedova contro quella di un uomo potente. E tu avevi quattordici anni. Ruggero ti portava a scuola. Avevo paura di cosa avrebbe potuto fare, se avesse capito che sapevo.»

«Così hai taciuto.»

«Così ti ho protetto» ha detto piano. «Volevo che crescessi, non che passassi la vita a cercare vendetta.»

Capitolo 15: La Settimana Del Silenzio

Non ho chiamato Ruggero. Non ho chiamato Beatrice. Non ho fatto scenate.

Ho aspettato.

Avevo imparato nel lavoro che le persone convinte di aver vinto commettono sempre un ultimo errore. Basta lasciar loro abbastanza spazio.

Con Sergio e con un avvocato penalista abbiamo messo insieme ogni cosa: i filmati, le analisi delle gocce, i bonifici, i tabulati, la denuncia di Verona, le testimonianze del farmacista e del medico. Poi abbiamo aggiunto la lettera di mio padre. Tutto è stato consegnato alla Procura, con la richiesta di riaprire anche il vecchio fascicolo sull’incidente della Futa.

Intanto Beatrice mi scriveva ogni giorno. Messaggi dolci, foto di noi due, cuori. Mi manchi. Sono sicura che capirai.

Ruggero mi ha chiamato una volta, con la voce di sempre, come se in quell’ufficio non fosse successo nulla. «Sei giovane, Alessandro. Ne parleremo con calma. Siamo una famiglia.»

Gli ho risposto che aveva ragione, e che ne avremmo parlato presto. Tutti insieme.

Capitolo 16: L’Invito

Li ho invitati alla villa un sabato sera, alle otto. Il messaggio era lo stesso per tutti e due: Voglio chiudere questa storia. Vieni.

Beatrice è arrivata per prima. Indossava un vestito blu notte che non le avevo mai visto e aveva i capelli raccolti. Mi ha abbracciato sulla porta.

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