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Capitolo 7: La storia continua

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Capitolo 7 di 14
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Ecco perché si sentiva pesante. Ecco perché la mattina faticava a ricordare. Ecco perché io avevo pensato che stesse invecchiando.

«Che cosa volevi farle?» ho sussurrato allo schermo.

Sergio ha appoggiato una cartellina sul tavolo.

«Ingegnere, questa storia è più grande di sua madre.»

Capitolo 10: Il Vero Nome

Nella cartellina c’era una fotografia di Beatrice. Aveva i capelli più scuri ed era più giovane di qualche anno. Sotto c’era un nome che non era il suo.

«Si chiama Debora Ricci» ha detto Sergio. «Beatrice Ferri è un nome di comodo. Quattro anni fa a Verona una famiglia l’ha denunciata. Faceva da assistente a un vedovo benestante, e lui ha cambiato il testamento a suo favore due mesi prima di morire. Il caso è stato archiviato per mancanza di prove.»

Mi sono sentito male. Avevo portato quella donna in casa, alla tavola di mia madre, nel mio letto.

«E c’è dell’altro» ha continuato Sergio. «Negli ultimi otto mesi sul suo conto sono arrivati bonifici regolari da una società immobiliare. Piccole cifre, sempre a inizio mese. Come uno stipendio.»

«Da chi?»

Sergio ha girato l’ultima pagina.

La società si chiamava Colline Srl. Il nome dell’amministratore unico era stampato in fondo al foglio, in caratteri piccoli e ordinati.

L’ho letto una volta. Poi un’altra. Poi le mani hanno smesso di obbedirmi.

Capitolo 11: Lo Zio Ruggero

Ruggero Moretti. Il fratello di mio padre.

Avevo quattordici anni quando papà è morto in un incidente sulla strada della Futa. Era stato Ruggero a portarmi alle partite, a insegnarmi a firmare un assegno, a dirmi che un uomo non piange davanti ai dipendenti. Ogni Natale alzava il bicchiere e diceva sempre la stessa frase: «La famiglia prima di tutto».

Era stato lui, quasi un anno prima, a presentarmi Beatrice a una cena di beneficenza.

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