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Capitolo 2: La storia continua

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Capitolo 2 di 14
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Ho spinto la porta a vetri e ho cominciato a correre. La terrazza era lunga, buia, e il rumore della cascata artificiale copriva i miei passi.

Ma non copriva le voci.

«Beatrice… ti prego… non ce la faccio più» sussurrava mia madre.

Mi aspettavo di vedere la mia fidanzata inginocchiarsi, allungare una mano, gridare. Invece era ferma. E sorrideva.

Non era un sorriso nervoso. Era calmo, quasi divertito.

«Ancora con questa recita della povera vecchietta?» ha detto piano.

Poi ha fatto una cosa che mi ha gelato il sangue. Con la punta della scarpa ha spostato le dita di mia madre dal bordo della piscina.

«Beatrice!» ha gemuto lei.

«Pensavi davvero che Alessandro avrebbe scelto te?»

Mia madre ha sollevato il viso, incredula. «Sono sua madre.»

«Appunto» ha risposto Beatrice. «Dopo il matrimonio questa casa sarà mia. E tu sarai solo un ricordo un po’ confuso.»

Ogni parola mi arrivava addosso come un colpo. Correvo e ascoltavo. In quei pochi metri ho capito che la donna a cui stavo per mettere un anello al dito non era mai esistita.

Capitolo 3: Nessuno Crede A Chi Dimentica

Beatrice si è chinata verso l’acqua e ha abbassato la voce, come chi racconta un segreto.

«Sai qual è la cosa più divertente, Ottavia? Nessuno crede a una vecchia che dimentica le cose.»

«Io non dimentico niente» ha detto mia madre, con la voce che tremava.

«Non importa cosa fai tu. Importa cosa pensano gli altri. E gli altri pensano già che la tua testa non sia più quella di una volta. Me ne sono occupata io.»

In quel momento ho capito che non era un gesto di rabbia. Non era un momento di follia.

Era un piano. Costruito con pazienza, giorno dopo giorno, sotto il mio naso.

«Perché?» ha chiesto mia madre.

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