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Capitolo 2: La Cena Della Domenica — Parte 2

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Capitolo 2 di 12
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«Quel bambino porterà il nostro nome. E tu non userai mio nipote per portarmi via mio figlio.»

Fu allora che parlai.

«Mio figlio non è uno strumento. E non è suo.»

La sedia di Adelaide strisciò sul parquet. Tommaso si alzò. «Mamma, siediti.»

Lei non si sedette. Venne verso di me. Io spinsi indietro la sedia e cercai di alzarmi appoggiandomi al tavolo, ma non feci in tempo. Il colpo arrivò al fianco, sotto la pancia, forte e preciso.

Il dolore mi tolse il respiro. Scivolai a terra. Poi sentii qualcosa di caldo e capii, prima ancora di guardare, che qualcosa si era rotto.

Adelaide era impallidita. Eppure la frase che disse fu: «È stata lei a provocarmi.»

Tommaso guardò sua madre, poi me, poi il pavimento. Qualcosa nel suo viso si spense e qualcos’altro si accese. Prese il telefono con le mani che tremavano.

«Basta bugie. Chiamo il 112.»

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