L’analisi dei documenti richiese settimane.
Nel frattempo Sofia si avvicinava al termine della gravidanza e Lorenzo cercava di proteggerla dalle tensioni quotidiane.
Elena incaricò un revisore indipendente di esaminare i conti disponibili.
Il risultato preliminare rivelò una serie di passaggi finanziari complessi.
Alcune somme erano state trasferite a una società chiamata Aurora Patrimoni.
Vittoria figurava tra gli amministratori.
Ma il dettaglio più sorprendente era un contratto sottoscritto molti anni prima.
Prevedeva che una parte degli utili di un progetto immobiliare fosse destinata al fondo istituito da Bianca.
Quegli utili, secondo i registri disponibili, non erano mai stati versati.
«Non possiamo ancora stabilire l’importo dovuto», spiegò il revisore. «Dobbiamo verificare le spese, gli incassi e le condizioni contrattuali.»
Lorenzo annuì.
«Voglio che venga chiarito tutto.»
Vittoria ricevette la richiesta di documentazione attraverso il proprio legale.
Due giorni dopo si presentò alla villa.
«State distruggendo un’azienda per inseguire una storia vecchia di quindici anni.»
Sofia la guardò.
«Non stiamo inseguendo una storia. Stiamo cercando di capire che cosa sia successo a un progetto che aiutava persone reali.»
Vittoria sorrise amaramente.
«Credi davvero che Bianca fosse l’unica persona a voler fare del bene?»
Poi estrasse dalla borsa una fotografia.
Ritraeva lei, molto giovane, davanti a uno degli edifici del fondo.
Accanto a lei c’era Bianca.
«Anch’io ero lì», disse. «Prima che tutti decidessero di dimenticarsene.»


