Vittoria accettò di raccontare la propria versione soltanto alla presenza di Elena e del suo avvocato.
La riunione si tenne in una sala neutrale, lontano dalla villa.
«Quando Bianca si ammalò», cominciò, «molte persone smisero di occuparsi del fondo. Io ero una delle poche che continuavano a lavorarci.»
Spiegò di aver cercato finanziamenti, contattato istituzioni e tentato di salvare alcuni progetti.
«Ma Alessandro voleva liquidare tutto.»
Lorenzo la interruppe.
«E allora perché hai partecipato ai trasferimenti?»
«Perché pensavo di poter recuperare il denaro attraverso nuovi investimenti.»
Elena consultò gli appunti.
«E perché non sono stati presentati rendiconti completi?»
Vittoria abbassò lo sguardo.
«Alcune operazioni sono state gestite male.»
«Da chi?»
«Anche da me.»
Nella stanza calò il silenzio.
Vittoria non cercò di giustificare ogni decisione.
Ammise di aver nascosto informazioni per paura di perdere il proprio ruolo.
Ma negò di aver trattenuto personalmente tutto il denaro contestato.
«Non chiedo che mi crediate sulla parola», disse. «Chiedo che controlliate ogni documento.»
Prima di uscire si fermò davanti a Sofia.
«Ho commesso errori. Ma c’è qualcosa che non sapete ancora.»
«Che cosa?»
«La notte prima di morire, Bianca ha modificato le sue ultime disposizioni.»


