La notizia spinse Elena a richiedere una verifica presso gli archivi competenti.
Non risultava un nuovo testamento pubblicato dopo la morte di Bianca.
Tuttavia, tra le carte della serra, comparve una lettera indirizzata a un notaio ormai deceduto.
Bianca vi esprimeva il desiderio di rafforzare l’autonomia del fondo e di affidarne la supervisione a persone esterne alla famiglia.
La lettera non costituiva, da sola, un atto valido per modificare le disposizioni patrimoniali.
Ma rivelava chiaramente le sue intenzioni.
Lorenzo trascorse un pomeriggio intero a leggere il documento.
«Mamma aveva paura che il progetto diventasse un affare di famiglia.»
Sofia gli prese la mano.
«Forse voleva soltanto che continuasse anche senza di lei.»
Giulia entrò nella stanza con un piccolo libro illustrato.
«Papà, perché sei triste?»
Lorenzo la fece sedere accanto a sé.
«Perché ho scoperto che la nonna aveva un sogno bellissimo, e noi non ce ne siamo presi cura.»
Giulia ci pensò.
«Allora possiamo aggiustarlo.»
Lorenzo sorrise appena.
«Non è così semplice.»
«Quando rompo qualcosa, tu mi dici sempre di provare a ripararla.»
Quelle parole lo accompagnarono per tutta la notte.
La mattina seguente chiamò Elena.
«Non voglio soltanto scoprire chi ha sbagliato. Voglio sapere se possiamo ricostruire ciò che mia madre aveva iniziato.»


