La primavera riportò il colore sulle colline del lago.
Villa Bellacosta aprì le porte a una piccola cerimonia dedicata alla nascita della nuova Fondazione Bianca Bellini.
L’organizzazione aveva uno statuto autonomo, un consiglio indipendente e un programma di rendicontazione accessibile al pubblico.
Il primo intervento prevedeva il recupero di un edificio da destinare ad alloggi temporanei, subordinatamente alle autorizzazioni e alle risorse necessarie.
Adriana partecipò alla cerimonia.
Quando vide il nome di Bianca inciso su una semplice targa, si commosse.
«Avrebbe preferito qualcosa di meno elegante», disse sorridendo.
Lorenzo rise piano.
«Probabilmente avrebbe chiesto di spendere quei soldi per sistemare una finestra.»
Sofia arrivò con Matteo in braccio.
Giulia camminava accanto a lei portando un piccolo vaso di orchidee.
«Dove lo mettiamo?» chiese.
«Vicino alla serra», rispose Lorenzo.
La vecchia costruzione non era stata demolita.
Era stata restaurata e trasformata in uno spazio per incontri e attività educative.
Giulia sistemò il vaso sul davanzale.
Poi guardò il padre.
«Adesso la nonna sarebbe contenta?»
Lorenzo osservò il giardino.
«Credo che sarebbe contenta di vedere che abbiamo ricominciato.»
Giulia annuì soddisfatta.
«Allora dobbiamo continuare.»


