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Capitolo 18: La scelta di Vittoria

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Capitolo 18 di 20
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Vittoria non tornò subito a Villa Bellacosta.

Si trasferì temporaneamente in un appartamento a Milano e continuò a collaborare con i professionisti incaricati delle verifiche.

Per la prima volta da molti anni non aveva un ufficio da dirigere né decisioni da prendere per conto della famiglia.

Quella distanza la costrinse a riflettere.

Aveva trascorso gran parte della vita cercando di dimostrare di meritare un posto tra i Bellini.

Quando Bianca era viva, aveva trovato in lei una guida.

Dopo la sua morte, aveva confuso il desiderio di essere indispensabile con il diritto di controllare tutto.

Un pomeriggio scrisse una lettera a Lorenzo.

Non chiedeva perdono.

Riconosceva di aver nascosto informazioni, di aver preso decisioni senza adeguata trasparenza e di aver contribuito a una situazione che aveva danneggiato il progetto.

Si dichiarava disponibile a rispettare gli esiti degli accertamenti e a collaborare al recupero delle risorse eventualmente dovute.

Lorenzo lesse la lettera insieme a Sofia.

«Pensi che sia sincera?» chiese.

Sofia rimase in silenzio per qualche istante.

«Non possiamo saperlo da una lettera.»

«Allora cosa dovrei fare?»

«Aspettare i fatti. Le parole possono essere un inizio, ma non cancellano quello che è successo.»

Lorenzo ripiegò il foglio.

Era una risposta difficile, ma giusta.

La riconciliazione, comprese, non poteva essere imposta.

E la fiducia non tornava semplicemente perché qualcuno aveva deciso di chiedere scusa.

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