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Capitolo 7: Le lettere di Bianca

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Capitolo 7 di 20
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Lorenzo riconobbe la scrittura di sua madre prima ancora di leggere una parola.

Da bambino, Bianca gli lasciava piccoli messaggi dentro i libri. Ogni biglietto terminava con una frase: Le cose importanti non hanno sempre bisogno di essere grandi.

Aprì il quaderno con mani tremanti.

Le prime pagine raccontavano la nascita del fondo benefico. Bianca aveva acquistato alcuni edifici abbandonati con l’intenzione di trasformarli in alloggi temporanei per famiglie che avevano perso la casa.

Ma nelle pagine successive il tono cambiava.

Bianca scriveva di pressioni, decisioni prese senza consultarla e firme richieste con urgenza.

Non accusava direttamente nessuno.

Annotava date, incontri e domande.

In una lettera indirizzata al figlio aveva scritto:

«Non desidero che tu erediti soltanto un nome rispettato. Vorrei che tu imparassi a distinguere ciò che appartiene alla nostra famiglia da ciò che ci è stato affidato per il bene degli altri.»

Sofia lesse quelle parole con gli occhi lucidi.

Elena, invece, esaminava i documenti.

«Queste annotazioni non dimostrano da sole un illecito», spiegò. «Ma indicano dove cercare.»

Tra le carte c’era anche una vecchia fotografia.

Bianca compariva accanto a una giovane donna che Lorenzo non conosceva.

Sul retro era scritto:

Bianca e Adriana, il giorno in cui abbiamo deciso di non arrenderci.

Lorenzo mostrò la fotografia al padre.

Alessandro impallidì.

«Adriana», sussurrò.

«Chi era?»

L’uomo si lasciò cadere sulla poltrona.

«La persona alla quale tua madre aveva promesso che non avrebbe mai abbandonato il progetto.»

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