Uno sguardo alla storia
«Signora, Deve Spostarsi»: La Notte In Cui Una Cameriera Difese La Nonna Del Padrone Di Casa
Capitolo 1 – L'Abito Color Rubino
Quella sera di ottobre, Villa Ardenghi brillava sulla collina di Torino come un gioiello posato sul velluto.
Le auto scure salivano lente lungo il viale di cipressi. Oltre i cancelli di ferro battuto i fotografi aspettavano dietro i cordoni rossi. Dentro, i lampadari di cristallo spargevano una luce dorata sui pavimenti di marmo, lo spumante non finiva mai e le famiglie più ricche della città ridevano come se nulla al mondo potesse sfiorarle.
Al centro di tutto c'era Ginevra Castaldi.
Portava un abito color rubino che sembrava cucito apposta per attirare ogni sguardo. Al collo le brillava un filo di diamanti. Suo padre, Ruggero Castaldi, era uno dei costruttori più potenti del Piemonte. Le sue amiche erano figlie di senatori ed ereditiere di grandi aziende. Ginevra era cresciuta convinta che il denaro e il potere fossero la stessa cosa.
Quella sera intendeva dimostrarlo.
Poi, tra i tavoli, passò Marta Ferri.
Marta aveva ventisei anni ed era stanca fino alle ossa. Indossava la semplice divisa bianca del catering assunto per la serata. Da ore si muoveva in silenzio tra gli ospiti con un vassoio di calici, al servizio di persone che quasi mai alzavano gli occhi su di lei.
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