Filippo non batté ciglio.
«A quanto pare, posso.»
Capitolo 6 – Il Prezzo Dell’Arroganza
Gli uomini della sicurezza si avvicinarono.
Ginevra si guardò intorno, disperata.
Le stesse persone che pochi minuti prima ridevano alle sue battute ora sembravano affascinate dalle bollicine nei loro bicchieri.
Nessuno disse una parola per difenderla.
Capì la verità troppo tardi.
Non era mai stata potente.
Era stata soltanto circondata da persone che volevano avvicinarsi al potere di suo padre.
«Mi stai rovinando!» gridò.
L’espressione di Filippo rimase di ghiaccio.
«No.»
Fece una pausa.
«Hai fatto tutto da sola.»
Ginevra fu accompagnata verso il portone.
Prima di uscire si voltò e cercò Marta con lo sguardo.
«Non finisce qui.»
Marta non rispose.
Ma Filippo aveva sentito la minaccia.
Seguì Ginevra con gli occhi finché il portone non si richiuse alle sue spalle.
Poi si girò verso Marta.
«Dovrebbe tornare a casa.»
Marta aggrottò la fronte.
«Mi sta licenziando?»
Lo sguardo di Filippo si addolcì appena.
«No.»
«E allora perché?»
«Perché stasera ha scoperto una cosa pericolosa.»
«Quale?»
«Chi perde il potere quasi mai lo accetta in silenzio.»
Marta guardò verso il portone.
E per la prima volta, al posto della rabbia, sentì salire la paura.
Capitolo 7 – La Biblioteca Sotto La Pioggia
Più tardi quella notte cominciò a piovere.
Marta si era cambiata e stava per andarsene. Passando lungo il corridoio vide una luce accesa in fondo all’ala est. La porta della biblioteca era socchiusa.
La signora Adelaide era seduta lì da sola, accanto al camino spento, con lo scialle grigio sulle ginocchia.
Marta bussò piano sullo stipite.
«Mi scusi… sta bene? Non volevo disturbarla.»
L’anziana sorrise.
«Stasera mi hai già salvata una volta, cara. Non ti serve il permesso per entrare.»
Marta si sedette sul bordo di una poltrona di pelle consumata.


