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Capitolo 2: La storia continua

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Capitolo 2 di 15
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Marta alzò lo sguardo.

Qualcosa nel tono di quella voce la fece fermare di colpo.

Non era fastidio.

Era cattiveria.

E Marta aveva imparato molto tempo prima che la cattiveria diventa pericolosa quando nessuno ha il coraggio di fermarla.

Capitolo 2 – Il Calice In Frantumi

«Signora, deve spostarsi.»

La voce di Ginevra tagliò la musica del quartetto d’archi.

La signora Adelaide la guardò, confusa.

«Come ha detto, cara?»

«Sta rovinando le fotografie.»

Qualche ospite rise, a disagio.

L’anziana cercò di alzarsi lentamente. Le mani le tremavano sul bracciolo della sedia.

Marta posò il vassoio e si avvicinò in fretta.

«Signora, si appoggi a me. La aiuto io.»

Gli occhi di Ginevra si strinsero.

«Tu.»

Marta si bloccò.

«Sì, signora?»

«Chi ti ha chiesto di intrometterti?»

«Nessuno.»

«Allora non farlo.»

Ginevra allungò la mano verso un calice di cristallo appoggiato sul tavolo. Le dita si chiusero attorno allo stelo.

Poi, con un gesto calcolato, lo spinse giù dal bordo.

Il cristallo colpì il marmo.

Il rumore rimbombò nel salone.

Tutti si voltarono.

La signora Adelaide sussultò e si portò una mano al petto.

Marta, d’istinto, fece un passo avanti e si mise tra le due donne.

«Adesso basta.»

Nel salone scese un silenzio strano, quasi irreale.

Ginevra la fissò.

«Scusa, cosa mi hai appena detto?»

Marta deglutì.

«Ho detto che adesso basta.»

Ginevra sorrise.

Non era un bel sorriso.

Era il sorriso di chi, in tutta la vita, non si era mai sentito dire di no.

Capitolo 3 – Il Posto Di Ognuno

«Non hai idea di chi hai davanti» sussurrò Ginevra.

Marta sentiva addosso gli occhi dell’intero salone.

Il cuore le batteva contro le costole.

Aveva bisogno di quel lavoro.

L’affitto era già in ritardo di un mese.

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