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Capitolo 12: La storia continua

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Capitolo 12 di 15
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Lui rimase immobile. Non riusciva a scendere un solo gradino.

La donna sorrise, con gli occhi lucidi.

«Ciao, fratellino.»

Era Bianca.

Filippo scese le scale di corsa, come se avesse di nuovo quattordici anni. La strinse così forte da sollevarla quasi da terra. Nessuno dei due riusciva a parlare. Piangevano tutti e due, senza vergogna.

Marta restò sulla porta, con una mano sul cuore, senza osare muoversi.

Dietro di lei arrivò la signora Adelaide, appoggiata al bastone.

Vide i suoi due nipoti abbracciati sulla ghiaia del viale.

E per la prima volta da vent’anni chiuse gli occhi in pace.

Più tardi, nel salotto, Bianca appoggiò sul tavolo una grossa borsa di cuoio.

Dentro c’erano cartelle, copie di contratti, registri, lettere firmate.

Bianca non era tornata soltanto a casa.

Aveva portato con sé le prove.

Capitolo 16 – Il Crollo Dei Castaldi

Le prove bastarono a far riaprire le indagini.

Registri finanziari. Passaggi di proprietà falsificati. Testimonianze raccolte in vent’anni di silenzio. Le lettere originali che Bianca aveva custodito dall’altra parte dell’oceano.

L’impero di Ruggero Castaldi cominciò a sgretolarsi come un muro costruito sulla sabbia.

Prima arrivarono le perquisizioni negli uffici. Poi i conti bloccati. Infine una mattina di pioggia gli investigatori suonarono al cancello della sua villa.

Ruggero Castaldi fu arrestato.

Ginevra guardò tutto dalla finestra della sua stanza.

Le amiche che fino a poche settimane prima la riempivano di messaggi smisero di rispondere. Gli inviti sparirono. I fotografi che una volta aspettavano il suo abito rosso ora aspettavano solo di fotografare la sua caduta.

Nessuno venne a bussare alla sua porta.

Nessuno la difese.

Ginevra ripensò alle parole di Filippo quella sera nel salone: il potere preso in prestito non dura.

Per la prima volta capì cosa volesse dire.

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