Capitolo 14 – Chi Aspettava Dietro La Porta
La porta si aprì.
Sulla soglia, con una piccola lampada in mano, c’era la signora Adelaide.
Filippo espirò di colpo, come se avesse trattenuto il fiato per un secolo.
«Nonna.»
L’anziana guardò Marta. Poi la lettera aperta sulla scrivania. Poi il pavimento sollevato.
Non sembrava sorpresa.
«Sapevo che prima o poi questo giorno sarebbe arrivato» disse.
Filippo accese la luce. La signora Adelaide entrò lentamente e si sedette sul letto della nipote, lisciando il copriletto con la mano, come se Bianca fosse uscita solo cinque minuti prima.
«Tre settimane dopo la sua scomparsa ho ricevuto una lettera» disse. «Senza mittente. Ma la calligrafia era la sua.»
Filippo impallidì.
«Era viva?»
«Era viva. Scriveva che stava bene. Che non doveva cercarla nessuno.»
«Perché?»
La signora Adelaide chiuse gli occhi.
«Perché aveva paura di tuo padre.»
Quelle parole colpirono Filippo come uno schiaffo. Si appoggiò al muro, senza riuscire a dire nulla.
Fu Marta a parlare.
«E Ruggero Castaldi?»
«Erano d’accordo. Tutti e due. Bianca aveva visto troppo. Così è scappata, prima che potessero fermarla.»
Una lacrima scese lungo la guancia rugosa dell’anziana.
«Ho taciuto per vent’anni per proteggere voi due. Lei laggiù e te qui.»
«Laggiù dove?» sussurrò Filippo.
La signora Adelaide lo guardò negli occhi.
«In Argentina. A Buenos Aires.»
Capitolo 15 – Il Ritorno Di Bianca
Tre giorni dopo, un’auto scura si fermò davanti al portone di Villa Ardenghi.
Filippo era sulla scalinata. Marta era rimasta un passo indietro, sulla soglia.
La portiera si aprì.
Scese una donna sulla quarantina, elegante e sobria. I capelli scuri avevano qualche filo d’argento alle tempie. Si fermò davanti ai gradini e guardò la facciata della villa come si guarda un vecchio nemico e un vecchio amore insieme.
Poi guardò Filippo.


