«Perché Bianca non se ne sarebbe mai andata senza salutarci.»
Fuori un tuono fece tremare i vetri.
Filippo abbassò la voce.
«Mio padre ha passato il resto della sua vita ad assicurarsi che nessuno facesse domande su quella notte.»
Capitolo 9 – Dodici Chiamate Perse
La mattina dopo, quando Marta aprì gli occhi, sul telefono c’erano dodici chiamate perse.
La prima che richiamò fu l’agenzia di catering.
Qualcuno aveva raccontato che durante il ballo di Villa Ardenghi era sparito un bracciale d’oro. E che l’ultima persona vista vicino al tavolo della proprietaria era lei.
Poi chiamò il padrone di casa. Aveva ricevuto la stessa voce e voleva sapere se doveva preoccuparsi per l’affitto «e per il resto».
Verso mezzogiorno la notizia era già in rete.
Un sito di pettegolezzi titolava: «Cameriera accusata di furto al gran ballo degli Ardenghi».
Marta lesse l’articolo tre volte, con le mani che le tremavano. Non c’era una prova, non c’era un nome ufficiale. Ma c’era abbastanza per rovinarla.
Il telefono squillò di nuovo. Numero sconosciuto.
«Pronto?»
Silenzio. Poi una voce di donna, bassa.
«Dovevi restare invisibile.»
«Chi parla?»
«Lavoro per la signorina Castaldi. Pensavo fosse giusto che lo sapessi.»
La chiamata si interruppe.
Marta rimase immobile al centro della sua piccola cucina.
Un minuto dopo arrivò un messaggio da un altro numero sconosciuto.
Era una fotografia vecchia, un po’ sbiadita. Si vedeva la signora Adelaide, molto più giovane, abbracciata a una ragazza dai capelli scuri e dagli occhi luminosi.
Sotto c’era una sola frase.
«Chiedi cosa è successo quella notte.»
Capitolo 10 – Il Pannello Dietro La Libreria
Quel pomeriggio Marta tornò a Villa Ardenghi e mostrò la foto a Filippo.
Lui la guardò a lungo senza parlare. Poi le restituì il telefono.
«È Bianca» disse infine, a fatica.


