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Capitolo 15: Il finale

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Capitolo 15 di 15
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Si vedeva Bianca, giovanissima, forse vent’anni. Accanto a lei c’era un’altra donna, più o meno della stessa età, con un cappotto chiaro e lo sguardo serio.

Filippo la fissò a lungo.

«Non so chi sia» disse. «Non l’ho mai vista.»

Marta girò la foto.

Sul retro c’era una data di vent’anni prima. Sotto, poche parole scritte a penna.

«Non è mai stata sola.»

Il vento fece tremare le foglie del gelsomino.

Filippo alzò gli occhi verso il buio del giardino.

«Credo che questa storia non sia ancora finita.»

Capitolo 20 – Quando Si Spengono Le Luci

Qualche mese dopo Marta era alla finestra della nuova sede della fondazione, un vecchio palazzo ristrutturato in centro.

Dal piano di sotto arrivavano le risate dei bambini del doposcuola. Nel corridoio i volontari si passavano cartelle e tazze di caffè. Il telefono squillava di continuo: persone che chiedevano aiuto e che finalmente trovavano qualcuno disposto ad ascoltarle.

La signora Adelaide stava progettando un giardino solidale nel cortile.

Bianca scriveva un libro sui suoi vent’anni lontano da casa.

Filippo aveva imparato, un giorno alla volta, a vivere senza portarsi addosso le colpe di suo padre.

E Marta, la cameriera invisibile, era diventata la donna che aveva cambiato il finale di quella storia.

Il telefono sulla sua scrivania squillò.

Numero sconosciuto.

«Fondazione Ardenghi, buongiorno.»

Silenzio.

Poi una voce d’uomo, calma.

«Dica al signor Ardenghi che la donna della fotografia è stata ritrovata.»

La linea si interruppe.

Marta rimase con la cornetta in mano. Istintivamente guardò fuori dalla finestra.

Sul marciapiede di fronte, tra la gente che passava, c’era una donna con un cappotto nero. Era ferma. Guardava dritto verso di lei.

La donna alzò lentamente una mano, come per salutarla.

Poi si voltò e sparì tra la folla.

La porta dell’ufficio si aprì. Era Filippo.

«Marta? Che succede? Sei bianca come un lenzuolo.»

Marta si girò verso di lui.

«Bianca non è stata l’unica a sopravvivere a quella notte.»

Filippo non chiese altro. Le si avvicinò e le prese la mano.

Il passato stava bussando di nuovo alla loro porta.

Ma questa volta nessuno dei due lo avrebbe affrontato da solo.

Perché l’eredità più preziosa della famiglia Ardenghi non erano la villa, i terreni o i conti in banca.

Era il coraggio di cercare la verità, anche quando fa paura.

E a volte il finale più bello è solo l’inizio di un’altra storia.

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