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Capitolo 6: La polizza — Parte 1

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Capitolo 6 di 13
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Il pavimento del corridoio mi si aprì sotto i piedi.

«Quali soldi.»

«Tutti.» Si passò il dorso della mano sotto il naso. «Il conto cointestato. Il libretto di Nina. Anche quello che tua madre ci aveva lasciato.»

«L’eredità di mia madre.»

«Sì.»

«Centoquarantamila euro.»

«Sì.»

Mi appoggiai al muro perché mi girava la testa. In cucina, dietro di me, sentivo l’orologio a parete.

«Come.»

Parlò guardando il pavimento. Piattaforme di investimento online. Un tizio conosciuto in un gruppo, «un consulente», operazioni sicure, rientri garantiti al dodici per cento. Le prime volte aveva davvero guadagnato, e mi aveva pagato la vacanza a Cesenatico con quei soldi, e io avevo pensato che fosse brava con il risparmio. Poi aveva perso. E per rientrare aveva messo altro. E poi altro. E poi aveva firmato due prestiti a mio nome usando documenti che tenevamo nello stesso cassetto da anni.

«Da quanto va avanti?»

«Un anno e mezzo.»

Un anno e mezzo. Compleanni, Natale, la comunione di suo nipote, le domeniche a pranzo da sua sorella. Un anno e mezzo di lei che mi passava il sale.

«E allora spiegami una cosa» dissi, e mi sentii la voce arrivare da lontano. «Se il problema erano i debiti, il problema si risolve vendendo la macchina. Vendendo la casa. Andando da un avvocato. Perché il mio caffè, Ilaria?»

Non rispose subito.

Poi disse, piano: «C’è la polizza.»

«Quale polizza.»

«Quella che abbiamo fatto quando è nata Nina.» Deglutì. «Ottocentomila euro. Se ti succede qualcosa.»

Ci fu un silenzio lunghissimo.

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