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Capitolo 21: Il Ritorno Di Edoardo — Parte 1

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Capitolo 21 di 42
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Edoardo si presentò al mio appartamento quella notte.

Mi ero trasferita in una residenza arredata di proprietà di Ferraro Capital.

Niente villa.

Niente personale.

Niente lampadari.

Solo silenzio.

Per la prima volta da anni, il silenzio mi piaceva.

La portineria chiamò.

«Il signor Ventimiglia è di sotto.»

Stavo per rifiutare.

Poi il custode aggiunse una cosa.

«Dice di avere prove su Arturo Belmonte.»

Lo feci salire.

Edoardo entrò con uno scatolone d’archivio.

Sembrava esausto.

Aveva occhiaie profonde.

La sicurezza era sparita.

Anche la fede.

Me ne accorsi.

E odiai essermene accorta.

«Non sono qui per chiederti di tornare.»

«Bene.»

Posò la scatola sul piano della cucina.

«Ho trovato questi nel caveau di mio padre.»

Non la toccai.

«Cos’è cambiato?»

«Ilaria è sparita.»

«E questo ha cambiato il tuo amore per me?»

Il viso gli si irrigidì.

«Me lo merito.»

«No.»

Lo guardai.

«Ti meritavi delle conseguenze.»

Annuì.

Per una volta, non discusse.

«Mio padre teneva dei fascicoli su Belmonte.»

«Perché?»

«Non lo so.»

«Non li avevi mai cercati?»

«Non sapevo che il caveau esistesse.»

«Chi te l’ha detto?»

«Mia madre.»

Quello mi sorprese.

Edoardo aprì la scatola.

Dentro c’erano registri, lettere e vecchi verbali di consiglio.

Un documento mostrava Arturo Belmonte che tentava di convincere Corrado Ventimiglia a rifiutare la proposta di rifinanziamento di mia madre.

Un altro mostrava Arturo che si offriva di procurare capitale sostitutivo tramite la società che aveva preceduto Lanfranchi Capital.

Edoardo mi guardò.

«Arturo stava spingendo mio padre verso il fallimento.»

Non dissi niente.

«Mio padre lo aveva capito.»

«Quando?»

«Mesi prima di morire.»

Edoardo mi porse una lettera.

Era indirizzata a lui.

Non l’aveva mai aperta.

Corrado l’aveva scritta anni prima e lasciata nel caveau.

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