L’assemblea degli azionisti si tenne dieci giorni dopo.
Tutti i posti erano occupati.
I giornalisti affollavano l’ingresso.
I dipendenti Ventimiglia seguivano sugli schermi interni in tutta Italia.
Edoardo era presente.
Anche Costanza.
Ilaria comparve in video, secondo i termini del suo accordo di collaborazione.
Arturo era sottoposto a misura cautelare in attesa del procedimento.
Vittorio mandò gli avvocati.
Non venne di persona.
Mi misi in piedi davanti alla sala.
Per quasi tutto il mio matrimonio mi avevano presentata come la moglie di Edoardo Ventimiglia.
Quella mattina il presidente mi presentò in modo diverso.
«Valentina Ferraro, azionista di controllo e presidente esecutivo ad interim.»
La sala applaudì.
Aspettai che finisse.
Poi dissi la verità.
Non ogni dettaglio personale.
Non ogni tradimento.
L’azienda non aveva bisogno di pettegolezzi.
Aveva bisogno di fatti.
Spiegai il debito occultato.
I bonifici non autorizzati.
I contratti di consulenza compromessi.
Il tentativo di acquisizione ostile.
La modifica falsa.
Poi annunciai la ristrutturazione.
Nessun licenziamento di massa.
Nessuna liquidazione.
Nessuna vendita a Lanfranchi.
I compensi dei dirigenti sarebbero stati sospesi in attesa di revisione.
Amministratori indipendenti avrebbero sostituito i consiglieri compromessi.
Sarebbe stato introdotto un nuovo sistema di controllo interno.
I contributi previdenziali dei dipendenti sarebbero stati integralmente tutelati.
L’azienda avrebbe continuato a operare.
Iniziarono ad applaudire prima che finissi.
Edoardo era seduto in seconda fila.
Non applaudì.
Guardava soltanto.
Poi arrivò la delibera finale.
Il consiglio rimosse ufficialmente Edoardo Ventimiglia dalla carica di amministratore delegato.
Il voto fu quasi unanime.
Edoardo si alzò dopo.
La sala ammutolì.
Per un attimo pensai che volesse combattere.
Invece chiese il microfono.
«Ho costruito la mia identità sull’idea di essere l’uomo che ha salvato questa azienda.»
Guardò i dipendenti.
«Non era vero.»
Un mormorio attraversò la sala.
«Mio padre ne ha costruito le fondamenta.»
Deglutì.


