IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 9: La storia continua

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Capitolo 9 di 17
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Respirava ancora, diceva la voce sul nastro. Ho allungato la mano verso il telefono e Corrado mi ha detto che avremmo passato la vita in carcere e che il bambino sarebbe cresciuto con degli estranei. Non l’ho colpito io, tuo padre. Ho fatto una cosa quasi altrettanto imperdonabile: ho guardato.

Il nastro finiva così:

Ti ho voluto bene. Ma un amore senza verità diventa solo un altro modo di possedere una persona. Ti ho reso mio figlio rubandoti a tua madre. Niente di quello che ti ho dato può sistemare questo.

Damiano rimase seduto senza muoversi. Ercole Brunetti gli aveva insegnato ad andare in bicicletta. Era rimasto sveglio tre notti quando lui aveva avuto la polmonite a nove anni. Aveva pianto alla sua laurea. E aveva lasciato che sua madre restasse cancellata per trentadue anni.

«Ti voleva bene», disse Serena.

«Come fai a dirlo?»

«Perché una persona può volerti bene e fare una cosa mostruosa pur di tenerti.»

«Questo non lo giustifica.»

«No.»

«Tu lo perdoni?»

Lei guardò il punto del pavimento sotto cui suo marito era rimasto per trent’anni.

«No. Forse un giorno capirò la sua paura. Capire non è perdonare.»

Parte Quarta — La Figlia Cancellata Prima Di Nascere

Ci fu una cosa che Serena disse soltanto quella notte, nel corridoio di una caserma, mentre firmava il verbale.

La notte dell’incendio era incinta di sette mesi.

Le ustioni, le infezioni, le undici operazioni e la sedazione continua resero quella gravidanza, nelle carte, quasi invisibile. Tre settimane dopo il ricovero partorì una bambina prematura. Era incosciente. Quando si svegliò, le dissero che la neonata non ce l’aveva fatta e che era già stata sepolta.

«Non l’ho mai vista», disse. «Non mi hanno nemmeno detto dove.»

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