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Capitolo 6: Dall'altra parte del vigneto

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Capitolo 6 di 18
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«Teresa! Teresa, dico a te, non fare finta di niente.»

Ines Cavallo la aspettava al cancello con lo scialle sulle spalle e le pantofole nel fango.

«Ines, sta piovendo.»

«Piove da tre giorni e tu non esci da tre settimane. Prima venivi il martedì.»

«Ho da fare.»

«Da fare cosa? Non hai più la macchina da cucire in casa. Me l’ha detto Fabio.»

Teresa si strinse nel cardigan.

«L’abbiamo messa nel fienile. C’era bisogno della stanza.»

Ines la guardò per tre secondi buoni. Aveva settantotto anni ed era stata maestra elementare per quaranta: sapeva riconoscere un bambino che copre qualcuno.

«Entra che ti faccio il caffè.»

«Devo tornare.»

«Perché?»

Teresa non rispose.

«Teresa. Quella lì ti tratta male?»

«È stanca. Lavora, ha la bambina, ha il marito in mezzo al mare. Sono io che sono di troppo.»

«Sei di troppo a casa tua.»

«È casa loro adesso.»

Lo disse così, senza pensarci, e appena l’ebbe detto sentì che era una bugia, e che era una bugia che si stava raccontando da settembre.

Ines le prese la mano. Aveva la pelle sottile come carta velina.

«Ascoltami bene: se una notte hai bisogno, tu passi dal vigneto e suoni qui. Anche alle tre.»

«Ines, non succede niente.»

«Ho detto anche alle tre.»

Teresa tornò indietro tra i filari bagnati.

A metà strada si fermò, si girò, e vide la Cascina Sant’Anna dal punto esatto in cui l’aveva vista la prima volta, nel 1961, con Guido che diceva questa la sistemiamo noi due.

Le tende bianche alle finestre non le somigliavano per niente.

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