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Capitolo 11: Il confronto alla villa

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Capitolo 11 di 20
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La sera concordata per l’incontro, la pioggia aveva lasciato il posto a una nebbia fitta che avvolgeva le colline toscane. Marco ed io salimmo alla villa, ma non eravamo soli: due pattuglie dei Carabinieri in borghese erano posizionate all’esterno del cancello principale, pronte a intervenire non appena avessimo dato il segnale concordato tramite il trasmettitore nascosto nella tasca del mio giaccone.

Entrammo nel salone principale. Il camino era acceso, proiettando ombre inquietanti sulle pareti decorate con i ritratti degli antenati.

Nadia sedeva sulla poltrona di velluto rosso con un bicchiere di cristallo in mano, l’aria altera di chi si crede al di sopra di ogni legge terrena. Carlotta era in piedi vicino alla porta-finestra, le braccia conserte, lo sguardo truce ma con una sottile nota di terrore represso negli angoli della bocca.

«Vi siete decisi a rinsavire», esordì Nadia senza alzarsi, indicando due sedie di fronte a lei. «Firmate questo accordo di transazione. Dichiarate che l’incidente sulla scala è stato casuale e noi ritireremo le querele per le lesioni subite da Carlotta. Dopodiché, Marco ci cederà la quota della tenuta per liquidare le nostre spettanze.»

«E cosa farete con la registrazione di papà?» chiese Marco con tono disarmante, facendo un passo avanti.

Il bicchiere nella mano di Nadia tremò visibilmente, spargendo alcune gocce di liquore sul tappeto antico.

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