IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 9: La voce del silenzio

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Capitolo 9 di 20
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Tornammo in macchina sotto una pioggia battente che frustava il parabrezza. Marco inserì l’adattatore nel lettore dell’auto. Il fruscio del nastro magnetico riempì l’abitacolo per diversi secondi prima che una voce roca, affaticata ma lucida risuonasse nell’oscurità.

«Marco, figlio mio… se stai ascoltando queste parole significa che il mio cuore ha ceduto, o che qualcuno lo ha aiutato a cedere. Nadia e tua sorella sanno che ho scoperto i prelievi dal conto svizzero. Non si tratta solo di debiti di gioco, Marco. Carlotta è ricattata da uomini pericolosi per una truffa sulle forniture militari dell’ospedale regionale. Stasera mi hanno messo qualcosa nel bicchiere d’acqua; sento il braccio sinistro addormentato e il petto pesante come una morsa di piombo. Hanno tolto i farmaci salvavita dal mio cassetto. Se muoio stanotte, sappi che non è stata una fatalità. Proteggi la fabbrica. Ma soprattutto, proteggi te stesso da loro due. Non hanno limiti.»

Il nastro terminò con un respiro pesante e il rumore secco del dispositivo che cadeva a terra.

Marco rimase immobile al volante, le nocche serrate fino a diventare bianche, gli occhi fissi sulla strada buia. Non versò una sola lacrima: il dolore puro si era tramutato in un’inflessibile determinazione giuridica e morale. Sua madre non aveva solo difeso una figlia viziata; avevano lasciato morire un uomo deliberatamente per coprire una voragine finanziaria, e ora avevano tentato di fare lo stesso con me e nostro figlio.

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