IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 2: La furia e il tradimento

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Capitolo 2 di 20
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Il rumore del mio corpo che rimbalzava contro i primi gradini echeggiò come un colpo d’arma da fuoco nella tromba delle scale. Poi la porta della camera da letto si spalancò con un boato.

Marco uscì di corsa, gli occhi sbarrati dal terrore puro nell’istante esatto in cui mi vide rotolare verso il pianerottolo inferiore. «COSA HAI FATTO?!» ruggì, un grido disumano che vibrava di incredulità e orrore.

Senza esitare un solo istante, salì due scalini d’impeto e colpì Carlotta con uno schiaffo secco al volto, spinto dall’istinto viscerale di un uomo che vede distruggere tutto ciò che ama. Carlotta barcollò contro la parete, portandosi le mani alla guancia bruciante, ma non emise un lamento.

Quello che accadde una frazione di secondo dopo superò ogni limite dell’incubo.

Nadia, mia suocera, uscì dal salotto al piano terra come una furia cieca. I suoi occhi non cercarono me, non guardarono il corpo di una donna incinta accasciata priva di forze sul marmo freddo. Guardarono solo suo figlio. Salì i gradini a grandi falcate, afferrò Marco per il bavero della camicia e gli sferrò un manrovescio rabbioso, strillando con voce stridula: «NON AZZARDARTI A TOCCARE TUA SORELLA! MAI PIÙ!»

Giacevo rannicchiata alla base della scala, il dolore acuto che mi trafiggeva i fianchi, il respiro bloccato nei polmoni, ma la vista di quella madre che difendeva l’assassina mentre io e suo nipote morivamo sull’asfalto domestico provocò una frattura irreparabile nell’aria.

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