IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 12: La storia continua

← Incinta Di Nove Mesi, Mia Suocera Mi Costrinse A Bere
Capitolo 12 di 19
Indice ☷

«Tommy, una madre che ha passato trentaquattro anni a piangere un figlio non dice mai che è troppo tardi.»

Capitolo 7 – Un Indirizzo A Chioggia

Ci dimisero dopo cinque giorni. Aurora mangiava, dormiva, strillava quando voleva, e ogni volta che strillava io ringraziavo il cielo.

Partimmo una domenica mattina di fine settembre. Tommaso guidava, io dietro con Aurora nel seggiolino, Serena davanti. Nessuno parlava molto. Fuori, la pianura veneta scorreva piatta e dorata.

Chioggia ci accolse con l’odore del mare e dei pescherecci. I canali, i ponti, i panni stesi tra le case colorate. Trovammo la calle dopo mezz’ora di giri. Era una stradina stretta, silenziosa, con i gerani sui davanzali.

Al numero indicato c’era una piccola bottega. Sopra la vetrina, un’insegna di legno dipinto a mano: Merletti e Ricami – L. Bassi.

Tommaso si fermò davanti alla porta e non riuscì ad andare avanti.

Io gli presi la mano. «Vuoi che entri prima io?»

Lui scosse la testa. Respirò. E aprì la porta.

Un campanello tintinnò. Dentro c’era un profumo di lavanda e di lino. Sulle pareti, tende di pizzo, centrini, tovaglie ricamate con una precisione incredibile. Dietro un bancone, china su un tombolo, c’era una donna.

Doveva avere poco più di cinquant’anni. Capelli castani raccolti, qualche filo grigio, un paio di occhiali da lettura sulla punta del naso. Alzò la testa.

«Buongiorno. Posso aiutarvi?»

Tommaso non riuscì a rispondere.

Lei lo guardò meglio. Si tolse gli occhiali. Io vidi il suo viso cambiare, come l’acqua di un canale quando passa una barca: prima ferma, poi un’onda, poi tutto in movimento.

Aveva gli stessi occhi di Tommaso. Lo stesso taglio. La stessa piccola cicatrice verticale sul mento, una fossetta che mio marito aveva sempre creduto di aver preso da un nonno lontano.

Canale WhatsApp