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Capitolo 2: La storia continua

← Incinta Di Nove Mesi, Mia Suocera Mi Costrinse A Bere
Capitolo 2 di 19
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Il bordo del bicchiere mi toccò le labbra. Girai la testa, ma un po’ di quel liquido amaro mi entrò in bocca. Tossii, sputai, le lacrime mi annebbiarono la vista.

«Non fare la melodrammatica», sibilò.

Fu allora che sentii la porta d’ingresso.

«Bea?»

Adelina si bloccò.

Tommaso era sulla soglia, con il trolley ancora accanto a sé. Aveva anticipato il volo di un giorno per farmi una sorpresa.

Per un secondo nessuno si mosse. Poi lui vide sua madre china su di me, il bicchiere in mano, la macchia nera sulla mia maglietta.

Attraversò la cucina in tre passi. Le afferrò il braccio e la allontanò da me, senza una parola. Poi si inginocchiò e mi sollevò con delicatezza.

«Mi ha costretta a bere», riuscii a dire.

Tommaso si voltò verso sua madre. Non l’avevo mai visto così. Pallido. Immobile.

«Cosa le hai dato?»

«Un rimedio naturale. Stavo cercando di aiutarla.»

«La stavi tenendo a terra.»

Prese il telefono. «Chiamo i soccorsi.»

«No!» La voce di Adelina si spezzò. «Non serve. Sono solo erbe.»

«Allora lo spiegherai ai medici.»

Lei si mosse di scatto verso il barattolo. Tommaso fu più veloce: lo prese, lo richiuse e lo mise in un sacchetto.

«Cosa stai cercando di nascondere, mamma?»

In quel momento un dolore acuto mi attraversò la pancia. Mi aggrappai al suo braccio.

«Tommaso… le contrazioni sono cambiate.»

Lui parlò con l’operatore con una calma che non aveva: incinta di nove mesi, sostanza sconosciuta, contrazioni forti. Le sirene cominciarono ad avvicinarsi.

Poi qualcuno bussò con violenza alla porta.

Era Serena, la sorella maggiore di Tommaso, senza fiato, le chiavi della macchina ancora in mano. Aveva visto l’auto della madre sotto casa nostra.

Guardò il sacchetto. Guardò il liquido nero sul pavimento. E il colore le sparì dal viso.

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