IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 8: La storia continua

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Capitolo 8 di 19
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Mio marito non disse nulla. Mi porse la bambina con estrema delicatezza, come se avesse paura di romperla. Poi uscì dalla stanza.

Lo trovai più tardi, grazie a un’infermiera, seduto sulle scale antincendio. Piangeva in silenzio, con i gomiti sulle ginocchia.

Serena mi raggiunse e mi posò una mano sulla spalla.

«Bea, c’è un’altra cosa. La mamma ha lasciato la caserma un’ora fa. È libera, per ora. E l’ho sentita dire al suo avvocato che doveva passare da casa vostra a prendere delle cose.»

Il sangue mi si gelò.

La cartella verde. La lettera.

Capitolo 5 – Ti Ho Dato Tutto

Tommaso chiamò il maresciallo Bellini dal corridoio dell’ospedale. Poi mi baciò la fronte, baciò Aurora, e disse: «Vado io.»

«Non da solo.»

«Non sarò solo. Bellini mi aspetta lì.»

Quello che successe quella notte me lo raccontò lui, dopo, parola per parola. E io lo racconto come l’ha raccontato a me.

Quando arrivò sotto casa nostra, la luce della cucina era accesa. Adelina era dentro. Aveva ancora le chiavi. Nessuno aveva pensato di togliergliele.

La trovò in piedi davanti al lavello, con un rotolo di carta in mano, a pulire con cura ossessiva le ultime tracce del decotto sul pavimento. Come se, cancellando la macchia, potesse cancellare anche la mattina.

«Mamma.»

Lei si voltò. Non sembrò sorpresa.

«Come sta la bambina?»

«Si chiama Aurora. Sta bene. Nessun merito tuo.»

Adelina posò la carta. «Io non volevo farle del male, Tommaso. Volevo solo che partorisse in fretta. Che fosse tutto finito.»

«Che cosa doveva essere finito?»

Lei non rispose.

«Serena mi ha detto tutto. Di Livia. Della villa. Della notte in cui sono nato.»

Per la prima volta nella sua vita, mi disse Tommaso, vide sua madre vacillare. Si appoggiò al bancone.

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