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Capitolo 13: Il foglio dimenticato

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Capitolo 13 di 23
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All’ottavo giorno la mia vita si era ridotta agli orari degli antidolorifici, ai sorsi d’acqua e alle medicazioni. Ma fuori da quella stanza l’indagine correva.

Paola Rinaldi tornò con una busta sigillata. Sembrava trionfante e profondamente turbata insieme.

«Abbiamo una svolta», disse, chiudendosi la porta alle spalle.

Beatrice mise la televisione in muto.

«Abbiamo recuperato il modulo di accettazione della sua primissima gravidanza», disse Paola, estraendo un foglio. «Era in un archivio cartaceo di un poliambulatorio fallito e poi accorpato a un’altra struttura. Essendo carta, in uno scantinato, non è mai finito nel sistema informatico che ci ha consegnato suo marito.»

Mi porse il foglio. In alto c’erano il mio nome, il mio vecchio indirizzo e una data di quasi sette anni prima.

La calligrafia era la mia.

Paola indicò il fondo della pagina. «Guardi il contatto in caso di emergenza.»

Non c’era scritto Lorenzo.

C’era scritto Beatrice Brunelli.

Un ricordo mi attraversò la nebbia: la pioggia sull’asfalto, una sala d’attesa con le sedie verdi. Ero andata da sola a farmi confermare la gravidanza, prima di dirlo a lui. Terrorizzata e felice. E avevo scritto il nome di mia sorella, senza pensarci, perché in quel momento il mio istinto sapeva ancora chi era la mia famiglia.

«E la nota del medico?» chiese Beatrice.

Paola girò il foglio e lesse: «Paziente in buona salute. Nessuna anomalia riscontrata. Consigliato normale percorso di controlli.»

Guardai la dottoressa Ferretti, entrata in silenzio.

«Quindi stavo bene.»

«Stava perfettamente bene», disse. «E poi qualcuno ha deciso il contrario al posto suo.»

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