IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 8: Ottobre

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Capitolo 8 di 23
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Guardai mia sorella, le righe nuove attorno agli occhi.

«Perché non sei mai venuta?» chiesi. Non era un’accusa, ma quella domanda mi aveva perseguitata per anni.

«Sono venuta», disse Beatrice, e la voce le si spezzò. «Tre anni fa. A ottobre.»

La mia mente tornò indietro, e atterrò su un ottobre di pioggia. Il mese in cui Lorenzo aveva fatto le valigie all’improvviso e mi aveva portata in un casolare isolato in Cadore. Lo chiamò sorpresa romantica. Niente campo, niente internet, la casa più vicina a chilometri di strada bianca. Restammo dieci giorni, anche se dopo due lo pregai di tornare a casa.

«Non c’eri», continuò Beatrice. «Ho guidato tutta la notte. Quando sono arrivata le tapparelle erano abbassate. Ho chiamato il cellulare di Lorenzo. Mi ha detto che eri distrutta dall’ennesimo aborto e che ti aveva portata in un posto tranquillo. Ha detto che, se ti volevo davvero bene, avrei rispettato i tuoi spazi e ti avrei lasciata in pace.»

Mi rividi in quel casolare, davanti al vetro appannato, mentre lui mi portava una tazza di tè e mi spiegava che l’isolamento era esattamente ciò di cui la mia mente fragile aveva bisogno.

«Hai fatto tutta quella strada», sussurrai. «Perché non hai lasciato un biglietto?»

«L’ho lasciato», disse Beatrice, ferma. «Ho scritto una lettera e l’ho infilata nella fessura della porta.»

Il cuore mi batté fin dentro le ustioni.

«Non l’ho mai vista.»

Restammo in silenzio, lasciando che la verità si sistemasse tra di noi. La mia prigione non era arrivata con un’esplosione. Era arrivata in silenzio: lettere sparite, numeri disattivati, vacanze romantiche organizzate con precisione militare nei giorni esatti in cui qualcuno mi stava cercando.

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