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Capitolo 10: La Firma Falsa

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Capitolo 10 di 24
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Pietro raccontò ciò che ricordava.

Qualche settimana dopo la morte di Beatrice, Riccardo Santi era arrivato alla villa con alcuni documenti.

Claudia lo aveva ricevuto nello studio.

Pietro era entrato per portare il caffè e aveva visto sul tavolo diverse pagine firmate con il nome di Beatrice.

«Pensavo fossero documenti già preparati», spiegò.

«Perché ora sospetta qualcosa?»

«Perché Riccardo stava esercitandosi su un foglio. Scriveva lo stesso nome più volte.»

Elena rimase in silenzio.

Non era una prova sufficiente per accusare qualcuno, ma era un’informazione importante.

Lorenzo chiamò immediatamente l’avvocato.

Le carte recuperate dallo scrittoio furono confrontate con alcuni documenti conservati negli archivi societari.

L’esame preliminare rivelò differenze significative tra alcune firme.

Servivano ulteriori verifiche.

Claudia reagì con indignazione.

«State insinuando che io abbia partecipato a una frode?»

«Nessuno ti ha accusata», rispose Lorenzo.

«Ma permetti a un’estranea di entrare nelle stanze private e interrogare la servitù.»

Elena intervenne.

«Non voglio creare conflitti. Il mio unico obiettivo è aiutare Sofia.»

Claudia la fissò.

«Allora si occupi di Sofia e lasci gli affari agli adulti.»

Quella notte Elena ricevette un altro messaggio anonimo.

Hai trovato lo scrittoio. Adesso cerca la fotografia scattata il giorno prima dell’incidente.

Il messaggio conteneva una data.

Elena controllò il quaderno di Beatrice.

In corrispondenza di quel giorno era annotato un appuntamento.

Ore 16:30 — Stazione di Varenna. Incontro con M.

Chi era M?

E perché Beatrice aveva incontrato quella persona poco prima di morire?

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