Le dichiarazioni di Andrea cambiarono il corso dell’indagine.
L’avvocato della famiglia incaricò professionisti indipendenti di esaminare i documenti disponibili, mentre Marta consegnò le proprie copie agli investigatori.
Emerse un quadro complesso.
Per diversi anni alcune società collegate alla fondazione di famiglia avevano registrato operazioni difficili da giustificare. Alcune autorizzazioni riportavano firme contestate e altre erano state approvate attraverso procedure non trasparenti.
Riccardo risultava coinvolto nella gestione di diversi passaggi.
Andrea spiegò di aver tentato di avvertire Beatrice.
«All’inizio pensavamo a errori amministrativi. Poi abbiamo trovato documenti che sembravano costruiti per nascondere le operazioni.»
Lorenzo si sentiva tradito.
«Ho lasciato a Riccardo la gestione di troppi affari.»
«Ti fidavi di lui», rispose Andrea.
«E questo ha messo in pericolo la mia famiglia.»
I due fratelli rimasero a lungo nello studio.
Per la prima volta dopo anni, parlarono senza accusarsi.
Andrea confessò di aver provato invidia per il successo di Lorenzo, ma negò di aver partecipato alle operazioni sospette.
Lorenzo ammise di averlo escluso dalla propria vita senza cercare un chiarimento.
Intanto Elena continuava a occuparsi di Sofia.
La bambina sembrava percepire che qualcosa stava cambiando.
Un pomeriggio domandò:
«Papà è arrabbiato?»
«È preoccupato», rispose Elena.
«Per colpa mia?»
Elena si inginocchiò.
«No, Sofia. I problemi degli adulti non sono colpa dei bambini.»
Sofia rimase pensierosa.
Poi tirò fuori il coniglietto di stoffa.
«La mamma diceva la stessa cosa.»
Elena sorrise.
«Era una donna saggia.»
La bambina abbassò la voce.
«Dentro il coniglio c’è una cosa sua.»
Elena la guardò sorpresa.
«Vuoi mostrarmela?»
Sofia annuì.


