IL TUO MOMENTO DI LETTURA

Capitolo 21: L'Ultima Lettera

← La Bambina e il Segreto di Villa Bellombra
Capitolo 21 di 24
Indice ☷

La primavera arrivò con giornate luminose e un profumo di glicine.

Un sabato mattina, Ferretti tornò a Villa Bellombra con una piccola busta.

«Durante la sistemazione dei documenti personali di Beatrice», spiegò, «abbiamo trovato una lettera destinata a Sofia per il suo settimo compleanno.»

Lorenzo la prese con mani tremanti.

Sofia avrebbe compiuto sette anni la settimana seguente.

«Vuoi che la conserviamo fino a quel giorno?» le chiese.

La bambina annuì.

Per una settimana la lettera rimase in un cassetto della biblioteca.

Il giorno del compleanno, la famiglia organizzò una festa nel giardino.

C’erano palloncini colorati, una torta alle fragole e alcuni compagni di scuola.

Sofia corse sull’erba con Giulia, ridendo così forte che Pietro dovette asciugarsi gli occhi.

Nel pomeriggio Lorenzo la accompagnò alla panchina di pietra vicino alla serra.

Elena si sedette accanto a loro.

Lorenzo aprì la lettera.

La voce gli tremava mentre leggeva.

Amata Sofia,

quando leggerai queste parole sarai diventata un po’ più grande. Forse avrai imparato ad andare in bicicletta, forse avrai trovato un’amica speciale, forse avrai scoperto che non tutte le giornate sono facili.

Vorrei poterti proteggere da ogni tristezza, ma so che crescere significa anche imparare ad attraversare momenti difficili.

Ricorda sempre che non devi essere perfetta per essere amata.

Puoi avere paura. Puoi sbagliare. Puoi piangere quando ne senti il bisogno.

E soprattutto, puoi dire quello che pensi.

La tua voce è importante, anche quando qualcuno non vuole ascoltarla.

Se un giorno ti sentirai sola, guarda le rose che abbiamo piantato insieme. Ogni primavera torneranno a fiorire.

E quando sentirai il loro profumo, ricordati che l’amore vero non scompare soltanto perché non possiamo più vederlo.

Ti voglio bene più di tutte le stelle che possiamo contare.

La tua mamma.

Sofia ascoltò senza interrompere.

Quando Lorenzo terminò, rimase a fissare la lettera.

Poi domandò:

«Posso tenerla io?»

«Naturalmente.»

La bambina la piegò con attenzione.

«La metterò vicino al letto.»

Lorenzo le accarezzò i capelli.

«La mamma sarebbe molto orgogliosa di te.»

Sofia sorrise.

«Anche io sono orgogliosa di lei.»

Elena guardò il lago.

Per la prima volta da quando era arrivata, non sentì il peso del mistero.

Sentì soltanto il silenzio sereno di una famiglia che stava imparando a ricominciare.

Canale WhatsApp