Le indagini sulle operazioni finanziarie proseguirono per diversi mesi.
I documenti raccolti da Beatrice, le testimonianze e le verifiche indipendenti permisero agli investigatori di ricostruire una serie di transazioni sospette.
Riccardo venne formalmente coinvolto nel procedimento relativo alle presunte falsificazioni e irregolarità economiche.
La sua posizione sarebbe stata valutata dalle autorità competenti.
Nel frattempo Lorenzo decise di riorganizzare completamente la gestione delle società familiari.
«Non voglio più affidare il futuro di Sofia a persone che non posso controllare», disse all’avvocato.
Ferretti lo aiutò a predisporre nuove misure di tutela patrimoniale, nel rispetto delle disposizioni di legge.
Andrea tornò a collaborare con il fratello, inizialmente soltanto come consulente esterno.
Il loro rapporto non guarì in un giorno.
Ma cominciarono a parlarsi con sincerità.
Anche Villa Bellombra cambiò lentamente.
Le stanze vennero riaperte.
Le tende pesanti furono sostituite.
La serra tornò a riempirsi di piante.
Sofia cominciò a frequentare una piccola scuola del paese, accompagnata da Elena durante il periodo di inserimento.
All’inizio parlava poco.
Poi fece amicizia con una bambina di nome Giulia.
Un pomeriggio tornò a casa con un disegno.
Rappresentava due bambine sotto un albero.
«Questa sono io», spiegò a Lorenzo. «E questa è la mia amica.»
Il padre sorrise.
«È bellissimo.»
«Domani viene a giocare.»
Lorenzo la guardò con stupore.
Era la prima volta che Sofia invitava spontaneamente qualcuno a casa.
Quella sera Elena trovò Pietro nel giardino.
L’uomo stava potando le rose.
«Sembra che la villa stia tornando a vivere», osservò.
Pietro sorrise.
«La signora Beatrice sarebbe felice.»
Elena guardò le finestre illuminate.
«Forse il suo regalo più grande non erano i documenti che ha lasciato.»
«E quale sarebbe?»
«Aver insegnato a Sofia che la verità merita di essere raccontata.»


