Elena nascose la chiave. Quando Claudia arrivò, le mostrò soltanto il disegno.
Per un istante, il volto della donna cambiò.
«Sono fantasie. Non incoraggi queste cose.»
Più tardi Elena osservò attentamente il foglio. Nell’angolo inferiore era disegnata una quarta figura, nascosta dietro una finestra.
Accanto c’era una parola.
VIVA.
Poi il telefono vibrò.
Un numero sconosciuto aveva scritto:
«Se vuoi aiutare Sofia, scopri perché la stanza occidentale è stata chiusa. Ma non fidarti di chi ti dirà che Beatrice è morta per un semplice incidente.»
Elena guardò la chiave.
Sull’ottone era incisa la lettera B.
Quella notte comprese che il suo lavoro non sarebbe stato soltanto aiutare una bambina a ritrovare la voce.
Avrebbe dovuto scoprire perché qualcuno voleva impedirle di usarla.


