«Sai una cosa?»
«Dimmi.»
«Prima pensavo che, se avessi parlato della mamma, tutti sarebbero diventati tristi.»
Elena ascoltò.
«E adesso?»
«Adesso so che possiamo essere tristi e felici nello stesso giorno.»
Elena sentì gli occhi riempirsi di lacrime.
«Hai ragione.»
Sofia guardò il lago.
«La mamma diceva che le promesse vere trovano sempre la strada di casa.»
«Me lo ricordo.»
«Allora forse la sua promessa era questa.»
«Quale?»
La bambina indicò la villa.
«Che un giorno saremmo tornati a sorridere.»
Elena la abbracciò.
Il vento muoveva lentamente i rami delle rose.
Dalla casa arrivava il suono del pianoforte. Lorenzo stava imparando a suonare una melodia che Beatrice amava.
Sofia si alzò.
«Vieni! Papà ha promesso che oggi non sbaglierà le note!»
Elena rise.
«Allora dobbiamo assolutamente ascoltarlo.»
Si incamminarono insieme verso la villa.
Quando raggiunsero la terrazza, Sofia si fermò e guardò ancora una volta il giardino.
Poi disse, con una voce limpida e sicura:
«Questa è casa mia.»
Elena le sorrise.
«Sì, Sofia. Lo è.»
E mentre il sole tramontava dietro le montagne, Villa Bellombra si illuminò lentamente.
Non perché ogni segreto fosse stato cancellato.
Non perché il passato potesse essere cambiato.
Ma perché, finalmente, nessuno aveva più bisogno di nascondere la propria voce.
Fine — La Bambina Che Conosceva Il Segreto Di Villa Bellombra


