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Capitolo 18: La Testimone Silenziosa

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Capitolo 18 di 24
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La fotografia venne esaminata dagli investigatori.

La persona accanto alla finestra era una donna di circa cinquant’anni, con capelli corti e un cappotto verde.

Marta la riconobbe.

«È Lucia Moretti. Lavorava nell’albergo dove Beatrice aveva soggiornato.»

Lucia viveva ancora in montagna.

Quando venne contattata, accettò di fornire la propria testimonianza.

Raccontò di aver incontrato Beatrice la sera precedente all’incidente.

«Era agitata», spiegò. «Mi chiese se potevo conservare una busta fino al mattino.»

«Che cosa conteneva?»

«Non lo sapevo. Non l’ho aperta.»

Lucia disse che, poco dopo, un uomo era arrivato alla reception chiedendo della signora Valdieri.

Dalla descrizione e dalle registrazioni amministrative risultava compatibile con Riccardo Santi.

«Ricordo che discussero», continuò Lucia. «Non sentii le parole, ma Beatrice sembrava voler interrompere la conversazione.»

La mattina seguente, Beatrice aveva lasciato l’albergo.

Più tardi era arrivata la notizia dell’incidente.

«E la busta?» domandò l’investigatore.

Lucia abbassò lo sguardo.

«L’ho conservata. Avevo paura di consegnarla alla persona sbagliata.»

All’interno c’erano copie di contratti e una lettera indirizzata a Lorenzo.

Beatrice spiegava di voler tornare a casa per raccontargli tutto.

Non intendeva abbandonare la famiglia.

Aveva semplicemente deciso di smettere di nascondere ciò che aveva scoperto.

Per Lorenzo, quelle parole furono dolorose.

Ma rappresentavano anche una forma di pace.

Finalmente sapeva che sua moglie aveva cercato di raggiungerlo.

La nuova documentazione portò gli investigatori a riesaminare alcune circostanze dell’incidente.

Non esistevano ancora elementi sufficienti per attribuire responsabilità penali relative alla morte di Beatrice.

Tuttavia, la sua vicenda finanziaria stava assumendo contorni sempre più chiari.

E Riccardo aveva molto da spiegare.

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